Idee

Riflessioni sulla gestione della conoscenza aziendale

  • Il vero capitale della azienda di successo è la conoscenza.

Sembra una affermazione ormai banale e scontata, l'abbiamo vista e sentita dappertutto, e quasi un incipit formale e doveroso per ogni discorso di introduzione a conferenze summit e seminari vari. Ma è assolutamente vero e non "da oggi" o “nel mondo globalizzato”, lo è da sempre e non lo è solo in riferimento alle organizzazioni corporate o al mondo business.

  • La conoscenza aziendale è nelle persone

La conoscenza, Il capitale (quindi) di una orgnizzazione è, d'altra parte, localizzata si potrebbe dire, nelle persone che compongo l'organizzazione stessa, non è separabile da queste.
Conoscenza non è solo informazioni, norme, e procedure, è tutto questo si, ma è anche saper fare, saper interpretare, progettare, decidere, innovare.

  • Non possiamo separare la conoscenza dalle persone

Per una azienda o una organizzazione sarebbe un buon obiettivo riuscire a separare la conscenza dalle persone; craere un repository, un data base, un raccoglitore, magari sfruttando al meglio le tecnologie, dove immagazzinare tutta la conoscenza aziendale, organizzarla e classificarla. Renderla così patrimonio aziendale. Si può fare, ma fare solo questo è utile?
I dati, le informazioni, le regole anche I metodi e le procedure possono essere estratte dalle persone che le conoscono ed essere raccolte e organizzate ma poi chi le deve usare per eseguire, fare, progettare, decidere ed immaginare sono sempre persone.
La conoscenza alla fine, per essere utile, può risiedere solo nella mente delle persone, dei gruppi di persone, delle reti di persone, delle comunity di persone, ma sempre nelle persone.

  • La conoscenza passa da persona a persona

Quello che deve fare una metodologia di gestione della conoscenza aziendale è trasferire la conoscenza da persone a persone.
Raccoglire le conoscenza, organizzarla, normarla, unificarla, ma poi alla fine restituirla alle persone: alle stesse o ad altre.

In passato il trasferimento della conoscenza avveniva col contatto diretto tra le persone, tra le generazioni che si affiancavano e succedevano, ed avveniva in modo informale e con una logica ed organizzazione naturalmente intrinseca nel modo di rapportarsi delle persone e veicolata dalla volontà e dalla passione.
Avveniva nel corso degli anni, perchè le conoscenze e la vita dei prodotti e delle tecnologie avevano tempi di trasformazione analoghi o più lunghi dei tempi di crescita e vita delle persone.

  • Il processo di trasferimento della conoscenza è oggi molto costoso

Ora il processo di trasferimento di coscenza in una azienda richiede procedure rapide efficaci, ben oganizzate con azioni ed interventi continui e in perenne evoluzione sia in termini di contenuti che di dinamicità del contesto di intervento e della platea di persone coinvolte. Questi elementi fanno si che il procssso di trasferimento della conoscenza sia estremamente complesso ed oneroso per le aziende. Complesso oneroso e costoso ma sempre più ineludibile.

La sfida è:


Possiamo gestire tutto ciò a costi sostenibili


La risposta è SI, ma solo se pensiamo e progettiamo i processi di gestione della conoscenza e della formazione aziendale con cura ed attenzione utilzzando in maniera critica ed efficiente tutte le strumentazione che le tecnologie della informazione ci mettono a disposizione. Si tratta ti tecnologie già mature e collaudate, ma spesso non ben gestite e capite nel loro uso.

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